Se il tuo obiettivo è avanzare di carriera o iniziare un nuovo lavoro, avere un CV professionale è un elemento fondamentale per ottenere risultati prima e meglio. Tuttavia, un solo CV a volte può non essere sufficiente per raggiungere i tuoi obiettivi professionali. La soluzione che ti permette di ottenere ancora più risultati è questa: ecco come personalizzare il Curriculum Vitae per ogni offerta di lavoro specifica!

Approccio sartoriale del CV a misura d'offerta
L’approccio sartoriale con cui si modifica il CV a misura d’offerta è anche noto come “tailoring” del CV ed è una tecnica importantissima – forse la più importante di tutte per scrivere un CV professionale davvero efficace.
Prende il nome dal termine inglese “tailor” (sarto) ed indica la tecnica con cui un candidato adatta su misura il proprio CV sulla base di un annuncio di lavoro o profilo di una compagnia, proprio come un sarto farebbe con un abito realizzato su misura per la persona che lo indosserà.
Per quanto un CV sia fatto bene, infatti, esso raggiungerà il massimo dell’efficacia solo quando viene personalizzato sia su di te, professionista in cerca di lavoro, e sia in base all’offerta di lavoro e quindi al ricevente della comunicazione!
Come insegnano le migliori pratiche in psicologia, infatti, la comunicazione deve essere orientata sia allo scopo che al destinatario! E così il tuo CV.
Svolgere il tailoring del CV non significa né stravolgerlo né mentire (anche perché ho ben spiegato cosa potrebbe succedere) ma solo capire quanto segue:
Non puoi raccontare tutta la tua vita professionale in due pagine, soprattutto se aumentano qualifiche, responsabilità ed anni di esperienza! Devi quindi selezionare le informazioni utili tra tutte quelle disponibili e fornire al potenziale datore di lavoro solo quelle che ti rendono il più vicino possibile al profilo ricercato o utile per l’impresa (nel caso di una candidatura spontanea).
Adattare su misura il proprio CV tramite il tailoring significa rispettare sempre la realtà dei fatti ma mostrati con un approccio intelligente, orientato al cliente e non ingenuo.
Non mentire mai, soprattutto se utilizzi anche LinkedIn per trovare lavoro! Infatti, se il tuo CV è uno strumento dinamico e flessibile, LinkedIn è uno strumento statico che non puoi cambiare ogni 2 minuti e che può essere usato da chi ti seleziona e ti può assumere per verificare i dati presenti nel tuo CV.
Pertanto le informazioni tra il tuo CV sartoriale e LinkedIn non devono andare in contrasto o perderai di credibilità e, con essa, la fiducia del potenziale datore di lavoro, venendo così escluso dai processi di selezione. LinkedIn esiste per farti trovare on-line come versione “generica” del tuo CV visibile a tutti, ad esempio per chi vuole eventualmente approfondire le informazioni su di te o svolge delle ricerche apposite!
Il tuo CV rimane sempre e comunque una lettera di vendita personale che va adattata in base allo scopo specifico, dove puoi approfondire alcuni contenuti e rimuovere o minimizzarne altri: i due strumenti devono lavorare in sinergia.
Dove trovare le informazioni utili
La prima cosa da fare, prima di mettere mano al tuo CV, è capire cosa vogliono le imprese.
Se stai inviando candidature spontanee alle imprese, puoi analizzare il sito web dell’azienda che offre lavoro e troverai tutti i dati che ti servono: la storia, i prodotti e/o servizi, la mission e vision organizzative (perché un’azienda esiste e dove vuole andare), i valori aziendali etc.
Se invece stai cercando lavoro tramite gli annunci con le offerte di lavoro, trovi le informazioni utili già belle e pronte nel testo dell’annuncio stesso. Gli annunci, infatti, sono realizzati partendo dal job profile: in breve, si tratta della descrizione del profilo ideale ricercato dall’azienda, che include le competenze, le qualifiche e l’esperienza desiderate!
Attingi a piene mani alle terminologie e parole chiave (o keywords) già contenute nell’annuncio per migliorare la compatibilità del tuo CV con l’offeta di lavoro ed includere le parole chiave richieste.
Non aver paura di attingere a piene mani dal testo dell’annuncio, con un minimo di adattamento al tuo CV: i recruiter apprezzano se usi la loro stessa terminologia!
Quando e cosa modificare
Entriamo ora in dettaglio: come personalizzare il Curriculum Vitae per ogni offerta di lavoro nello specifico!
Quando devi adattare il tuo CV su misura per un lavoro, ci sono solo due casi:
1) candidatura spontanea ad un’azienda che conosci
2) in risposta ad un annuncio di lavoro (dove l’azienda può essere ignota)
Ti consiglio di ricorrere all’approccio sartoriale (tailoring) ogni volta che pensi che ne valga la pena e se davvero ci tieni a quella specifica offerta di lavoro. Utilizza il tuo CV di base, quindi più ad ampio spettro, in tutte le altre occasioni.
Può capitare che tu abbia un’esperienza così ricca da dover ricorrere spesso a questa tecnica oppure può succedere che tu abbia un percorso così lineare e coerente che non ve ne sia bisogno: questo dipende da te!
Gli elementi che puoi modificare nel tuo CV per un tailoring corretto sono:
- il cappello introduttivo al tuo CV: qui puoi eventualmente stravolgere tutto, in base al bisogno. Puoi cambiare la tua descrizione generale per alterare la percezione di compatibilità con un tipo di lavoro specifico, la tua motivazione ed altri elementi di contesto che sono utili per il lettore.
- l’elenco delle tue competenze chiave: oltre che per agevolare il recruiter nella lettura del tuo CV, queste sono sostanzialmente delle parole chiave che aiutano ad indicizzare il tuo CV con gli ATS (i software che li leggono e li filtrano in automatico). Pertanto, puoi semplicemente sostituire quelle che hai inserito con quelle richieste nell’annuncio. Ad esempio, nell’annuncio è richiesto un inglese fluente mentre non sono richieste le capacità di leadership che tu hai messo nel tuo CV? Sostituisci Leadership con Inglese fluente ed il gioco è fatto!
- l’elenco ed il contenuto delle esperienze e della formazione. Questo è sicuramente il punto più importante, che vediamo tra poco.
- Come piccolo extra, puoi modificare anche i tuoi hobby ed interessi, per inserire interessi coerenti con il potenziale nuovo lavoro. Ad es: se ti proponi alla Ferrari, inserisci (sempre se è vero) che hai la passione per la guida, meccanica, automobili e motori etc.
Riguardo le tue esperienze e la formazione, puoi intervenire in due modi:
- gestire l’elenco:
- elimina o minimizza quelle esperienze meno importanti per la posizione vacante o azienda bersaglio, senza lasciare buchi maggiori di 3 mesi. Rimuovere il lavoro corrente o lasciare buchi di 3 mesi o più è molto rischioso.
- aggiungi quelle esperienze secondarie che non sempre metteresti ma che possono darti valore aggiunto se sono coerenti con la posizione a cui miri, che dimostrano esperienza, passione e conoscenza di quel settore e mestiere
- gestire le attività svolte ed i traguardi all’interno di ogni singola esperienza di lavoro, mettendo in evidenza quelle più coerenti e di interesse per il nuovo lavoro e minimizzando o rimuovendo tutti gli altri.
Specialmente se hai svolto dei lavori in contesti che richiedono grande flessibilità, in alcuni casi potresti dover riscrivere completamente l’elenco puntato che include la descrizione dei lavori che hai svolto. Nei casi più lievi invece, ti basta, sostituire una riga con un’altra.
Esempio: Nel mondo delle Risorse Umane è possibile fare sia ricerca e sia formazione del personale. Se un lavoro che mi interessa richiede solo la ricerca e selezione del personale, eliminerò le righe che parlano delle mie attività di formazione e le sostituirò con altre che parlano della mia attività nell’ambito della ricerca e selezione del personale! Oppure mi limiterò a minimizzare o citare brevemente le attività svolte nella formazione così da non lasciare buchi nel mio CV, mettendo comunque l’accento su quanto dall’annuncio.
Il risultato che devi ottenere è mettere in mostra quelle competenze, qualità e valori richiesti in modo esplicito in un’offerta di lavoro, o quelli che comprendi (o presumi) che possano essere d’interesse ad un’azienda nel caso di una candidatura spontanea.
Massimo 3 versioni del tuo CV
Se le cose sono fatte bene, avrai:
- un CV generale da utilizzare per i siti web e le agenzie di ricerca e selezione del personale, quindi “ad ampio spettro”;
- massimo due CV già orientati per due tipologie di ruoli o settori specifici, che modellerai di volta in volta in base alle caratteristiche del ricevente, assieme alla tua lettera di presentazione.
Adattare il CV richiede tempo, ma porta risultati molto migliori che inviare centinaia di CV tutti uguali e non orientati al cliente, per quanto validi. Fallo ogni volta che ritieni che l’occasione meriti.
Ti accorgerai inoltre che le richieste per le stesse categorie di lavori sono grosso modo simili e cambiano le sfumature, come il gergo tecnico o l’accento su alcuni dettagli.
Invece ti accorgerai che stai facendo male la modifica sartoriale al CV se ti ritrovi ad inviare più di 4 versioni radicalmente differenti del tuo CV cercando di adattarlo a troppi tipi di lavori differenti tra loro: oltre alla fatica ed alla mancanza di risultati, diventerà un problema tenere traccia di tutto! Se succede, o stai sbagliando qualcosa o hai un problema nel focalizzarti sui tuoi obiettivi perché magari hai svolto una carriera da generalista o una carriera frammentata come conseguenza del precariato e della crisi e non sai bene dove concentrare le tue energie.
Come modificare le competenze nel CV
Le competenze sono divise in due categorie (qui riportate in modo molto semplificato):
- competenze dirette: sono quelle capacità tecniche e teoriche che possono essere direttamente collegate a professioni specifiche (o gruppi di professioni affini). Alcuni esempi possono essere l’utilizzo di un tornio, di un computer, scrivere un articolo di giornale, parlare una lingua straniera, diagnosticare una malattia, assemblare un motore, disossare un prosciutto, vendere e via dicendo. L’elenco sarebbe praticamente infinito! Puoi eliminare quelle non richieste dal nuovo lavoro così da far risaltare di più quelle che già hai sviluppato e che sono richieste dall’annuncio.
- Competenze trasversali: sono quelle capacità che sono potenzialmente utili in qualsiasi contesto lavorativo, a prescindere dalla professione, settore o ruolo. Alcuni esempi possono essere la comunicazione, il lavoro di gruppo, la leadership, l’organizzazione personale e del lavoro, le capacità di coordinamento, la gestione del tempo e così via. Queste puoi valorizzarle sempre, perché sono sempre utili! Ma fai attenzione: non inserire parole a casaccio come “leadership” se l’azienda non le ricerca!
(esempio 1) Se tu sei un tecnico per la Lamborghini e sei specializzato in motori di automobili sportive di lusso, quello sai fare e non puoi usare questa competenza per re-inventarti come ingegnere navale senza l’adeguata formazione (ammesso che basti) “perché tanto è sempre settore metalmeccanico”. Il salto è troppo grande, mentre è minore se tu dovessi ad esempio passare alla IVECO per la produzione di veicoli da trasporto industriali e lo sarà ancora minore se dovessi passare alla FIAT o alla Maserati. Le competenze acquisite alla Lamborghini potrebbero esserti molto utili se tu volessi cambiare e candidarti per un lavoro alla Ferrari, perché Ferrari e Lamborghini sono due case automobilistiche che operano sempre nelle auto sportive di lusso, pur con le dovute differenze.
Anche per chi non capisce niente di motori, è facile intuire come questi non possano essere tutti uguali e dunque chi ci lavora svilupperà più competenze dirette, alcune delle quali possono essere richieste per il nuovo lavoro, mentre altre no. Il tailoring serve proprio per mostrare le competenze che tu già possiedi e che sono richieste per un nuovo lavoro e riassumere ai minimi termini quelle non richieste in una riga, come valore aggiunto ma senza che il lettore si focalizzi su quello che non serve.
Tutta l’attenzione del recruiter o del datore di lavoro deve andare solo su ciò che ti fa combaciare il più possibile con quanto richiesto dal nuovo lavoro.
Come rispondere ad un annuncio di lavoro
Quando rispondi ad un annuncio di lavoro potresti non sapere chi sia l’azienda che assume (perché c’è un’agenzia di mezzo che occulta il nome del proprio cliente) ma il testo dell’annuncio contiene ciò che ti serve sapere: i requisiti richiesti dal datore di lavoro per ricoprire la posizione.
Quando ti candidi, devi assicurarti che il tuo CV e la tua lettera di presentazione contengano esattamente quello che è richiesto nell’annuncio prima di inviarli. Ecco il risultato che devi raggiungere con il tailoring: come ottimizzare il CV per l’offerta di lavoro!
- valorizza tutte le tue esperienze e competenze coerenti con i requisiti citati dal datore di lavoro soprattutto nell’ultimo lavoro svolto e nel penultimo (quelli più letti)
- ricalca la stessa terminologia che viene usata nell’annuncio
- elimina o riassumi fortemente ciò che non serve in modo da far risaltare all’occhio del recruiter gli elementi di maggior interesse
- nella lettera di presentazione spiega in modo descrittivo come soddisfi i requisiti presenti nell’annuncio citando esempi pratici in cui hai dimostrato di avere le competenze richieste
- se ti manca qualcosa, spiega come puoi compensare o che hai qualcosa di valore simile (ad esempio se è richiesta l’abilità con un certo tipo di software gestionale e a te manca, spiega che sei molto bravo con un gestionale simile e che ci metteresti poco ad imparare a usare il nuovo.)
Altri esempi
Se ha ancora dubbi, ti fornisco altri esempi che ti possono aiutare a comprendere meglio la tecnica.
(esempio 2)
Sei un manager (te lo auguro), ed hai lavorato in passato nella ristorazione come barista o cameriere. Queste esperienze sono importanti per i neo-laureati perché indicano già un minimo di esperienza lavorativa e carattere (lavorare per pagarsi gli studi è sempre un’ottima cosa) ma normalmente diventano sempre meno utili per te più si va avanti con la carriera, tanto da dover essere rimosse se sono più vecchie di 5 anni. Se invece lavori nel settore della ristorazione o si presenta la possibilità di un cambio di carriera per lavorare per un grosso albergo, allora quelle esperienze diventano oro nel tuo CV perché indicano un’alto livello di comprensione del settore e della struttura che si andrà ad amministrare, relativo anche ai piani più bassi. Ecco quindi che dovrai toglierle o inserirle a seconda dei casi, preparando 2 o 3 versioni del tuo CV come detto prima.
Lo stesso identico discorso riguarda la carriera come store manager: senza la gavetta come shop assistant ovvero come addetto alle vendite in un negozio è difficilissimo essere considerati.
(esempio 3)
Un caso reale: di recente ho aiutato una mia cara amica a realizzare il suo nuovo CV vincente, dato che lei è molto brava in due lavori diversi: è un’ottima psicologa clinica e psicoterapeuta specializzata in psiconcologia nonché un’ottima hostess di volo per note compagnie aeree. Lei ha re-investito i guadagni come hostess per pagarsi gli studi: il rovescio della medaglia è stato ritrovarsi con un CV lunghissimo, formato da esperienze di lavoro in apparenza non coerenti tra di loro, che la rendeva poco appetibile sia a nuove compagnie aeree (loro penseranno “questa vuole fare la psicologa, ci lascerà alla prima occasione!”) che a strutture medico-sanitarie (loro penseranno “questa ha fatto la hostess, non ha esperienza!”). Il risultato col sistema di Curriculum Vincente ed il tailoring sono stati due CV diversi, basati sicuramente sulla stessa struttura, dove uno è focalizzato sul lavoro da psicologa clinica e psicoterapeuta che racconta come il lavoro da hostess è servito per pagare gli studi e come certe competenze (come la gestione dell’utenza e delle emergenze maturate dentro gli aerei) siano utili anche in ambito clinico; il secondo invece esalta l’esperienza da hostess rafforzata dagli studi in psicologia che appunto consentono una più efficace gestione dell’utenza e delle eventuali emergenze (come attacchi di panico o conflitti) durante i viaggi in aereo.
Lei, come detto, è davvero brava in entrambi i settori ma un solo CV la fa apparire agli occhi del lettore come una persona non dotata della giusta motivazione, atteggiamento e costanza per lavorare bene in nessuno dei due settori, mentre in realtà è l’esatto opposto. Focalizzandosi invece su un settore alla volta e dimostrando con attenzione ed onestà gli elementi fattuali che invece vanno a favore di una professione o per l’altra prese singolarmente, il CV è molto più efficace.
(esempio 4)
Un caso reale: proprio questi giorni al lavoro stiamo ricercando un agente di commercio per un cliente specializzato in ricambi per mezzi agricoli. Ho ricevuto molte candidature da parte di professionisti validi ma il processo di ricerca e selezione è stato particolarmente duro perché nessuno di loro si è premurato di mettere in evidenza nel proprio CV le esperienze e/o le conoscenze di specifico interesse per il ruolo in questione, ovvero tutto ciò che dimostra una padronanza del prodotto, del settore e della clientela.
Le componenti di mietitrebbia e trattori non sono le stesse dei veicoli per uso urbano, anche se il settore è sempre quello metalmeccanico / automotive.
Tutti mi hanno inviato il CV così come è, raccontando le loro esperienze ad esempio nel settore lubrificanti o dei veicoli industriali in generale e ciò mi ha portato a sprecare tempo per chiamare tutti per capire se avessero degli elementi di valore per il mio cliente.
Se invece almeno uno dei candidati mi avesse inviato un CV già orientato, “alleggerendo” le descrizioni dei lavori meno rilevanti ed esaltando il proprio know-how relativo al mondo dei veicoli agricoli tramite frasi chiare e mirate, allora avrebbe stracciato la concorrenza garantendosi un primo posto con l’azienda cliente per l’assunzione.
“Fantastico: questo tizio è proprio quello che mi serve”, avremmo pensato prima io e poi il cliente, perché il tailoring contribuisce all’ “effetto WOW” del CV.
Anche la cover letter è importante come rinforzo, ma quasi nessuno me l’ha inviata e chi lo ha fatto ha scritto lettere di nessun valore perché piene delle solite frasi abusate e non dimostrabili sulle proprie qualità personali o – peggio – i soliti “copia & incolla”.
Esercizio
Ti propongo un esempio di annuncio di lavoro per segretaria, scelto apposta per dimostrarti che il metodo funziona con tutti i tipi di professioni. Si tratta di un annuncio di lavoro reale, scritto mediamente male come tanti se ne trovano, dal quale è però è possibile individuare le competenze richieste.
“Ricerchiamo per impresa di servizi cliente, la figura di una segretaria che svolgerà il ruolo di personal assistant della direzione amministrativa e avrà quindi la responsabilità di gestire l’agenda e gli appuntamenti del direttore, rispondere al centralino e smistare la posta elettronica, gestire l’organizzazione di riunioni ed eventi.
Ottime doti interpersonali, velocità di apprendimento, competenze informatiche di base, discrezione, educazione e riservatezza.
Disponibilità lavorativa full-time.
Inserimento con rapporto di lavoro a tempo, secondo la normativa vigente.
Per candidarsi alla posizione lavorativa è necessario allegare il cv vitae.”
Tu ci sei riuscito? Sono queste:
- Esperienza pregressa nel settore dei servizi
- Esperienza nel ruolo di segretaria e personal assistant della direzione amministrativa (include varie sotto-competenze come la gestione del tempo, buon ascolto, saper prendere appunti alle riunioni in modo ordinato etc.)
- competenze nel settore amministrativo: include fatturazione, archivio, rapporti con banche ed uffici postali e affini
- gestione dell’agenda e gli appuntamenti del direttore
- rispondere al centralino
- smistare la posta elettronica
- gestire l’organizzazione di riunioni ed eventi
- Ottime doti interpersonali = presenza, comunicazione, educazione, maniere
- velocità di apprendimento
- competenze informatiche di base = uso di Windows, Office, Outlook e navigare in internet
- discrezione e riservatezza nella gestione dei dati sensibili ed informazioni confidenziali
- Disponibilità lavorativa full-time = niente studi in corso o altri lavori
- se si parla di direzione, probabilmente leadership e comunicazione possono essere utili
Se vuoi lavorare come segretaria, il tuo CV deve rispondere a queste domande chiave:
- che cos’hai che ti qualifica per il ruolo?
- quali esperienze di lavoro hai svolto che sono coerenti con quanto richiesto?
- che traguardi hai conseguito che possono sostenere le tue affermazioni?
- che episodi puoi citare (anche piccole cose) che dimostrino tue qualità come la velocità di apprendimento o le buone maniere?
- che episodi puoi citare che dimostrino le tue competenze effettive come l’uso del computer?
Se riesci a rispondere a tutte queste domande per ogni requisito e a far trovare tali risposte nel tuo CV e nella tua cover letter in modo chiaro e leggibile, rimuovendo ciò che è al contempo inutile, allora stai facendo il tailoring nel modo giusto ed il tuo è un vero Curriculum Vincente!
So che quanto ti ho scritto sino a qui è semplice in teoria ma poi è impegnativo: richiede una sana tecnica di copywriting che richiede esperienza, intuito, creatività e sensibilità. Se vuoi un supporto professionale, sono qui per te!